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LAMENTARCI NON DIMINUIRÀ LE TASSE E CI RENDERÀ STUPIDI

admin Nessun commento
22
ott

Se c’è una cosa che noi italiani sappiamo fare bene è lamentarci.  Quante volte ogni giorno diamo ascolto a qualcuno che si lamenta dello Stato, della politica, delle tasse, della burocrazia e di tutte le cose che non funzionano nel sistema in cui viviamo e lavoriamo. E quante volte, per una forma di cortesia o per desiderio di compiacere, ci ritroviamo ad annuire e a subire, e senza nemmeno rendercene conto a rinforzare e incoraggiare lo “stato di lamentela”. Atteggiamento che di per sé è inutile e molto diverso dal prendere coscienza e condividere la ricerca di soluzioni.

Inoltre, recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che ascoltare per più di 30 minuti al giorno contenuti intrisi di “negatività” nuoce a livello cerebrale. La lamentela viene processata in quella parte di cervello dedicata alle funzioni cognitive normalmente usata per risolvere i problemi e la sua presenza causa letteralmente una rimozione di neuroni. Un ulteriore studio di Eurodap sostiene che il 90% degli italiani vive in un costante stato di lamentela e le vibrazioni emesse da chi si “lamenta” emettono onde magnetiche sui neuroni dell’ippocampo anche di chi li ascolta (i neuroni risolutori di problemi), spegnendoli.

Ecco pertanto che è bene cambiare atteggiamento e reagire, mettendo in moto la fantasia e la creatività, mai commettendo reati o atti dannosi per altri ma stando sempre dalla parte della ragione rispetto alla propria coscienza.

La lamentela è una sorta di autocensura e di auto-sabotaggio, che inibisce la nostra capacità di metterci di fronte alle cose e cercare le soluzioni per renderle migliori o più giuste, eque, equilibrate. Bisogna anche saper rischiare, mettersi in gioco e andare contro il comune sentire che sia inutile “fare qualcosa” per cambiare ciò che ci circonda.

E questo vale anche per il nostro sistema fiscale: dobbiamo smettere di lamentarci e trovare delle soluzioni innovative e coraggiose per trasformarlo e renderlo più equo e trasparente e più orientato alla legalità e alla buona fede.

I nostri rappresentanti – lo dice il termine stesso – ci rappresentano e rendono palese la nostra mancanza di volontà di cambiare e quanto sia debole la nostra fiducia nella possibilità di creare un sistema migliore.

L’evasione e l’elusione sono la risposta che alcuni danno al malfunzionamento del sistema e al suo essere eccessivamente oppressivo e ingiustificatamente costoso. In realtà questo è un modo per tenerci tutti nell’illusione e nella giustificazione: da un’azione sbagliata non può nascere qualcosa di giusto. E poco importa se la riteniamo una reazione a un torto subito.

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