Gli ultimi aggiornamenti dal Blog

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22
ott

L’Ocse nel suo report Tax administration 2015, che fotografa la situazione delle amministrazioni tributarie di 56 Paesi, evidenzia le priorità che queste hanno posto in essere: ridurre i costi, incentivare i servizi fiscali online e migliorare la tax compliance.
Molte delle amministrazioni considerate hanno optato per la strategia della digitalizzazione per incentivare i contribuenti all’utilizzo dei servizi online rispetto ai meno efficienti e più costosi canali tradizionali.

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22
ott

L’Agenzia delle Entrate definisce la fattura elettronica come” un documento in formato digitale la cui autenticità e integrità sono garantite: dalla presenza della firma elettronica di chi emette la fattura e dalla trasmissione della fattura ad uno specifico Sistema di Interscambio (SDI)”. Dove l’SDI “è la piattaforma che: trasmette la fattura elettronica dal fornitore alla Pubblica Amministrazione e le notifiche relative alle attività svolte alla Pubblica Amministrazione e al fornitore”.

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22
ott

Con la pubblicazione, a fine 2014, del decreto che regolamenta l’attuazione del Codice per l’amministrazione digitale, l’Italia ha intrapreso un percorso che predilige il digitale alla carta. Il decreto fa parte delle regole tecniche sui documenti digitali che consentono di gestire i documenti senza il supporto fisico della carta. Il percorso ha visto coinvolte tutte le pubbliche amministrazioni in tutte le fasi della generazione, archiviazione e trasmissione dei documenti.

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22
ott

La “caccia all’evasore” o ciò che tecnicamente viene chiamato “contrasto all’evasione” negli anni si è arricchito di innumerevoli provvedimenti e previsioni legislative atte, per l’appunto, a ridurre una dinamica che nel nostro Paese si mostra di difficile superamento.

Tali interventi del Legislatore hanno sostanzialmente comportato un appesantimento del sistema e grossi disagi e complicazioni per tutti i contribuenti. Sì perché ovviamente, per colpire e tenere sotto controllo chi evade, le norme anti evasione vanno a colpire tutti, indistintamente, creando pesanti adempimenti e meccanismi presuntivi spesso iniqui.

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22
ott

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Secondo quanto annunciato dal Governo, si intende abolire gli studi di settore per tutti i professionisti.

Da sempre gli Ordini professionali contestano l’attendibilità degli studi di settore in ambito di professioni e il Governo sembra voler abolire tale strumento mai amato dalle categorie. L’intervento di semplificazione sugli studi di settore – che andrà ben oltre l’abolizione di Gerico per i professionisti – è uno degli otto punti indicati nella direttiva sugli obiettivi di politica fiscale 2016-2018, diramata la scorsa settimana dal Ministero. L’obiettivo generale è quello di rendere gli studi più efficaci senza ridurre comunque la loro attendibilità.

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22
ott

blog-image-04Con il “Decreto-Lei de 24 de agosto 2012 n. 198”, il Governo portoghese ha introdotto un sistema di trasmissione telematica obbligatoria dei dati di tutte le operazioni rilevanti ai fini Iva realizzate da imprese e lavoratori autonomi residenti.

Tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi, effettuate nei confronti di soggetti passivi Iva e nei confronti di consumatori finali, devono essere certificate mediante il rilascio di una fattura. Oltremodo, a partire dal 1° gennaio 2013 e con una gradualità di due anni, i soggetti che emettono la fattura debbono comunicare, al più tardi entro la metà del mese successivo a quello di riferimento, alcuni dati fiscalmente obbligatori della fattura stessa (codice fiscale dell’emittente e dell’acquirente; numero e data della fattura; imponibile della cessione o prestazione di servizi; aliquota Iva; eventuali regimi Iva dell’operazione; importo dell’IVA pagata).

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22
ott

blog-image-03La Legge di Stabilità 2016 porta una novità significativa che riguarda l’acquisto della casa.

Si introduce infatti lo strumento del leasing immobiliare per l’acquisto della abitazione principale.

In estrema sintesi, con il contratto di leasing di immobile da adibire ad abitazione principale il concedente si obbliga ad acquistare l’immobile secondo le indicazioni dell’utilizzatore e a metterlo a disposizione dello stesso. Alla scadenza del contratto l’utilizzatore ha la facoltà di acquistare la proprietà del bene a un prezzo prestabilito.

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22
ott

blog-image-02La Legge di Stabilità 2016 ridefinisce i poteri di controllo in capo all’Agenzia delle Entrate nei confronti del contribuente che presenta il modello 730 precompilato a partire dal 1° gennaio 2016.

In sostanza suddetta Legge di Stabilità crea una differenziazione tra contribuenti che presentano, in via diretta o tramite sostituto d’imposta, il modello 730 precompilato senza modificarlo oppure che vi apportano modifiche.

In particolare:

  • nel caso si presenti il modello 730 precompilato senza modificarlo, l’Agenzia delle Entrate non potrà effettuare controlli documentali ai sensi dell’art. 36-ter, D.P.R. n. 600/1973 né controlli preventivi (resterà però fermo il diritto dell’Ufficio di effettuare controlli formali su dati da CU e quelli inerenti la sussistenza di condizioni soggettive);
  • nel caso invece si presenti il modello 730 precompilato con modifiche, l’Agenzia può effettuare controlli documentali ai sensi dell’art. 36-ter del decreto succitato e anche quelli di tipo preventivo. Questi ultimi riguardano le verifiche che l’Agenzia delle Entrate effettua in via preventiva in caso di rimborsi esposti in dichiarazione superiori ad € 4.000,00 ovvero, a prescindere dall’importo che deve essere rimborsato, quando sussistono elementi di incongruenza rispetto ai criteri definiti dall’Agenzia.

Va da sé che la disposizione è atta a incentivare l’invio dei modelli senza che essi siano modificati dal contribuente. In questo caso, in teoria, il controllo non dovrebbe esistere per definizione, in quanto è lo Stato a compilare il modello e pertanto non dovrebbe sussistere la necessità di “auto-controllarsi”. Ad ogni modo, nel caso vengano apposte modifiche – e saranno ancora molti i casi in cui ciò sarà necessario – non si ravvisano vantaggi nella precompilazione del modello, soprattutto in termini di controlli preventivi che ritardano la liquidazione dei rimborsi spettanti al contribuente.

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22
ott

Pochi sanno che, nella gran maggioranza dei casi, gli accertamenti si costruiscono su comportamenti errati o non lungimiranti o prudenti del contribuente, a prescindere dal fatto che gli stessi siano effettivamente voluti, oppure derivino da inosservanze sviste, o semplicemente da mancanza di informazioni. E il Fisco, non riuscendo a controllare tutti, tende a focalizzare la sua attenzione sui soggetti che presentano anomalie e incongruenze nei dati a sua disposizione e soprattutto basa le sue pretese su calcoli matematici e induttivi che spesso creano situazioni in cui il contribuente deve dimostrare la sua reale situazione o ricostruire fatti o operazioni o spese compiute.

Le anomalie e le incongruenze possono infatti dar vita a vere e proprie attività accertative che possono sfociare in “semplici” inviti a comparire oppure in accessi e verifiche fiscali vere e proprie. Anche se avete fatto tutto in regola e non avete niente da temere,  vale la pena di non essere superficiali al fine di escludere problematiche o guai, anche perché il contenzioso tributario è costoso e anche lungo e le garanzie non sono sempre adeguate.

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22
ott

È stato recentemente approvato un decreto che modifica la disciplina degli interpelli in attuazione della legge delega fiscale di cui al L. 23/2014.

L’interpello è uno strumento con il quale il contribuente può, per l’appunto, “interpellare” il Fisco rispetto a situazioni di incertezza o difficoltà.

Come è noto capita spesso che il contribuente si trovi in situazioni di dubbio rispetto all’applicazione di una norma ovvero di un comportamento da tenere sul piano fiscale. Questo è principalmente dovuto alla complessità del sistema normativo tributario ed è un problema da non sottovalutare, considerato che può portare problemi seri nel momento in cui, in un’epoca successiva rispetto al momento in cui il contribuente ha scelto di agire in un modo anziché in un altro, gli venga contestato dal Fisco il comportamento che ha tenuto.

In un’ottica “collaborativa” e per permettere di contenere il famigerato “rischio fiscale” (e sempre in attesa di riforme che semplifichino le norme e la loro applicazione) è stato previsto uno strumento che permette di confrontarsi con il Fisco in via preventiva – e quindi prima di porre in essere un comportamento anziché un altro – per avere un parere.

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22
ott

Una prima stima degli incassi della cd. Voluntary disclosure per il rimpatrio dei capitali dall’estero parla di 3.834.306.000 euro al netto di interessi. Tale importo è contenuto in una breve nota dell’Agenzia delle Entrate indirizzato al ministero dell’economia e si riferisce alle istanze presentate al 30 novembre scorso.

Ovviamente tale importo non può essere preciso, in quanto va considerato che ciascun contribuente ha una situazione diversa dagli altri, in termini di anni da regolarizzare, redditi ottenuti e imposte da versare ma l’Agenzia si è sentita comunque di tentare una stima, considerando una media di quattro annualità da regolarizzare e un reddito costante.

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22
ott

Con il blog di oggi inizia una serie di interventi dedicati alla carta dei valori di Filosofia Fiscale. La nostra “filosofia” poggia su 10 Consapevolezze: ognuna di esse altro non è che è una visione nuova, una strada alternativa per creare un sistema più equo, trasparente, orientato alla crescita sostenibile e alla giustizia.

 “Il valore dell’onestà: l’evasione danneggia l’evasore”.

Quante volte abbiamo sentito parlare di evasione fiscale e quante volte di contrasto all’evasione fiscale. Innumerevoli.

Sì perché il nostro Paese è tra i «maggiori evasori» del continente, contando, secondo delle cifre di stima, un’evasione fiscale stimata ogni anno tra i 150 e i 200 miliardi, a cui però bisogna aggiungere ben altri 60 miliardi di spese vive che il nostro Paese affronta per gestire i reati legati ad evasione, corruzione e simili. L’evasione corrisponde a circa il 30% delle entrate fiscali totali che dovrebbero essere versate, quindi a circa il 10 per cento del Prodotto interno lordo.

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22
ott

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La conservazione a norma: quali sono le norme di riferimento.

Come ormai noto, la Conservazione digitale a norma è quel processo che consente di sostituire i propri archivi cartacei con quelli informatici o, meglio, è quella modalità operativa che permette di assicurare nel tempo la piena validità legale a un documento informatico, conferendo a quest’ultimo un’efficacia giuridica equivalente a quella tradizionalmente riconosciuta al documento cartaceo.

Il tema della conservazione a norma non è un argomento di facile approccio né di facile applicazione. E questo non perché di per sé si tratti di un concetto complesso, anzi, ma perché il quadro normativo di riferimento è composito e non di semplice ricostruzione.

In particolare sono più di una le normative di cui tener debito conto per poter avere una visione completa e in chiave applicativa del processo che sottende la conservazione in oggetto.

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22
ott

Se c’è una cosa che noi italiani sappiamo fare bene è lamentarci.  Quante volte ogni giorno diamo ascolto a qualcuno che si lamenta dello Stato, della politica, delle tasse, della burocrazia e di tutte le cose che non funzionano nel sistema in cui viviamo e lavoriamo. E quante volte, per una forma di cortesia o per desiderio di compiacere, ci ritroviamo ad annuire e a subire, e senza nemmeno rendercene conto a rinforzare e incoraggiare lo “stato di lamentela”. Atteggiamento che di per sé è inutile e molto diverso dal prendere coscienza e condividere la ricerca di soluzioni.

Inoltre, recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che ascoltare per più di 30 minuti al giorno contenuti intrisi di “negatività” nuoce a livello cerebrale. La lamentela viene processata in quella parte di cervello dedicata alle funzioni cognitive normalmente usata per risolvere i problemi e la sua presenza causa letteralmente una rimozione di neuroni. Un ulteriore studio di Eurodap sostiene che il 90% degli italiani vive in un costante stato di lamentela e le vibrazioni emesse da chi si “lamenta” emettono onde magnetiche sui neuroni dell’ippocampo anche di chi li ascolta (i neuroni risolutori di problemi), spegnendoli.

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22
ott

Si è recentemente aperta la riunione del Forum mondiale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni che riunisce ben 122 stati tra cui l’Unione europea  e che ha come obiettivo quello di far emergere i circa 5.800 miliardi di euro che sarebbero nascosti e che si traducono in un minor introito di 130 miliardi l’anno per le amministrazioni fiscali del mondo.

L’accordo multilaterale che deve essere firmato a Berlino è basato sui criteri definiti dall’Ocse e la firma estesa a più Stati di un accordo multilaterale rappresenta la prima tappa necessaria per mettere in opera lo scambio automatico di informazioni. In sostanza si tratta di individuare in ogni Paese quale istituzione raccoglierà le informazioni fiscali per trasmetterle agli altri Stati.

La pressione innescata da questo processo sugli evasori sta intanto già portando alcuni risultati: negli ultimi due anni oltre mezzo milione di contribuenti nel mondo si sono autodenunciati presso le loro amministrazioni fiscali e, secondo i dati Ocse, sono stati versati 37 miliardi di dollari di imposte non pagate e di interessi. Oltremodo, a conferma di questa dinamica, c’è l’impegno della Svizzera, fin qui simbolo del segreto bancario, che deve formalizzare proprio a Berlino la sua intenzione ad impegnarsi contro l’evasione fiscale.

Al momento non si conosce ancora il numero esatto dei Paesi che aderiranno all’intesa, ma c’è chi scommette che si tratterà di una svolta radicale in direzione della trasparenza.

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22
ott

Allo scopo di sollecitare l’adozione da parte delle Amministrazioni finanziarie di sistemi di collaborazione tra Fisco e contribuenti, l’OCSE ha pubblicato il rapporto “Cooperative compliance: a Framework From Enhanced Relationship to cooperative compliance.”

Il documento introduce anzitutto il concetto di “relazione rafforzata”, ossia una relazione basata sulla reciproca fiducia e collaborazione tra autorità fiscali e contribuenti, andando quindi oltre alla visione più comune per le Amministrazioni, secondo cui l’evasione si contrasta solo con controlli e sanzioni. Con il documento in oggetto si cerca infatti di far prendere confidenza, sia all’autorità che ai contribuenti, dei grandi benefici di un rapporto improntato sulla cooperazione e la collaborazione, che porterebbe vantaggi importanti per entrambe le parti.

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22
ott

In un recente e interessante  studio condotto dall’Università Bocconi per conto di Assolombarda, è stata osservata, ogni giorno,  l’attività dell’impresa per comprendere quale sia il peso della burocrazia che grava sulle imprese in Italia.

Da tale osservazione è emerso in maniera inequivocabile il “macigno” che  concretamente grava sull’attività quotidiana, atto per atto e adempimento per adempimento. E non stiamo parlando astrattamente di «burocrazia» ma di tutto quello che deve essere fatto per avviare, continuare ed eventualmente ampliare l’attività d’impresa, ossia di tutto quello che deve essere fatto per adempiere alle normative fiscali, in materia di lavoro e dipendenti, e in ambito amministrativo locale e nazionale. Stiamo parlando di “attività concrete” che vanno poste in essere ogni giorno dal piccolo e dal grande imprenditore.

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22
ott

In Italia la pressione fiscale è diventata “difficilmente tollerabile”. È in questi termini che si è recentemente espressa Enrica Laterza, presidente di Coordinamento delle Sezioni riunite della Corte dei Conti. Secondo i dati da lei richiamati, la pressione fiscale è stata nel 2014 pari al 43,5% del Pil, 1,7 punti in più sulla media Ue.

Dati non confortanti che sicuramente non stupiscono gli italiani, che fanno i conti tutti i giorni con questa realtà.

Ma il problema del Fisco italiano non è solo in termini di “quanto” ma anche di “come”, perché la complessità del nostro sistema fiscale è, se possibile, altrettanto “difficilmente tollerabile” della pressione che genera sul sistema economico.

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22
ott

Ispirato alla collaborazione preventiva, viene introdotta anche in Italia la cd. cooperative compliance ovvero un tutoraggio su misura per le imprese di grandi dimensioni che hanno già in uso un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale.

Il recente decreto 128/2015 introduce infatti un regime di adempimento collaborativo tra l’Agenzia delle Entrate e contribuente, che prevede agevolazioni per chi vi accede, tra le quali:

  • forme di interpello “accelerato”;
  • riduzione alla metà delle sanzioni amministrative applicabili in caso di operazioni non condivise dall’Agenzia delle Entrate, ma comunicate alla stessa in modo tempestivo ed esauriente;
  • esenzione dalla prestazione della garanzia prevista per il pagamento dei rimborsi delle imposte, sia dirette che indirette.

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22
ott

LA DISPONIBILITA’ DELLA DOCUMENTAZIONE PROBATORIA E’ DI CRUCIALE IMPORTANZA IN CASO DI CONTRADDITORIO

Secondo il recente documento di aggiornamento sull’accertamento fiscale di tipo sintetico (redditometro) che si applica a partire dall’esercizio 2011, è di primaria importanza per il contribuente selezionato dimostrare che le spese oggetto di confronto sono state finanziate con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta, con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta, o, comunque, legalmente esclusi dalla formazione dell’imponibile, oppure che le risorse sono arrivate da soggetti diversi dal contribuente.

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